In questo articolo analizzeremo le società semplici, con soci persone fisiche, che detengono partecipazioni in società di capitali e, in conseguenza di questo , percepiscono dividendi per la distribuzione di utili delle società partecipate.
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Le società semplici nel codice civile
Le società semplici , quindi, sono regolate dagli articoli 2251-2290 del codice civile e, pertanto:
- non hanno un capitale minimo;
- richiedono pochissimi adempimenti;
- hanno un’ autonomia patrimoniale imperfetta;
- hanno una possibilità di limitare la responsabilità illimitata e solidale dei soci con patti resi noti ai terzi;
- non prevedono nessuna assemblea dei soci;
- non sono, infine, soggette a fallimento.
Qualora tu decida di conferire degli immobili nella società semplice, ti occorre l’intervento del notaio.
Le società semplici non possono, infine, avere partita iva.
Lo scudo patrimoniale delle società semplici
Le quote della società semplici sono impignorabili e insequestrabili. La natura delle quote delle società semplici si basa sull’articolo 2252 del codice civile che dispone la modifica della compagine societaria solo con il consenso unanime di tutti i soci. Nessun creditore particolare del socio può forzare la vendita della sua quota per soddisfare il credito.
La fiscalità
Le società semplici sono tassate per trasparenza. Sono i soci, quindi, che vedranno imputati i redditi pro quota della società semplici a prescindere dalla effettiva percezione. Restano sostanzialmente irrilevanti dal punto di vista fiscale le società semplici rispetto ad altre forme giuridiche: i redditi vengono tassati, infatti, per natura. A questo proposito, è importante ricordare che non ci sono dubbi: le società semplici devono tassare i capital gain in presenza di guadagni da dismissione di partecipazioni o strumenti finanziari.
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