In questo articolo scoprirai il trust: come funziona e a cosa serve, approfondendo le sue caratteristiche principali.
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Definizione di del Trust
I trust permettono ad un soggetto (detto settlor o disponente) di affidare la proprietà e la gestione di un dato bene ad un dato altro soggetto (detto trustee) nell’interesse di coloro che il settlor indica come suoi beneficiari. In effetti, è importante conoscere il trust: come funziona e a cosa serve in modo che si comprenda anche la definizione.
Il trust sfrutta l’effetto “segregativo” che il trust produce nel patrimonio di chi riceve quelle somme. Inoltre, il depositante (settlor) deposita le somme (o i beni) nel trust.
Il trusteee riceve i beni (o le somme) che non vanno a confondersi con il restante suo patrimonio. Le vicende del restante patrimonio non influenzano dunque la sorte delle somme depositate
Il trust: come funziona e a cosa serve
Esistono due tipi di trust:
- trust liberale;
- trust commercialie.
Per rispondere alla domanda su a cosa serve il trust e come funziona, si distinguono trust liberale, finalizzato ad esigenze personali o familiari del disponente, e trust commerciale, vale a dire il trust utilizzabile per risolvere problematiche imprenditoriali.
Per trust revocabile si intende il trust che il disponente può far cessare a sua discrezione. Questo trust non è riconosciuto dal fisco in quanto si tratta in pratica di un semplice mandato ad amministrare.
Si parla di trust “di scopo” quando ci si riferisce a un trust senza beneficiari perchè funzionale al perseguimento di un determinato fine. Si pensi a un trust istituito per garantire il deposito del prezzo di una compravendita.
Quanto al trust “con beneficiario”, si può trattare di “beneficiari del reddito”, cui sono destinate le utilità dei beni del trust. In alternativa, si tratta di “beneficiari del patrimonio” o “beneficiari finali”, e cioè dei beni che verranno devoluti al termine del trust.
Se l’individuazione dei beneficiari è effettuata dal disponente nell’atto istitutivo si parla di fixed trust. Invece, nel trust discrezionale il disponente si riserva la facoltà di nominare i beneficiari in un momento successivo oppure egli ne rimette la nomina al trustee o al protector.
La protezione del patrimonio
Va subito precisato che può essere discutibile la “tenuta” di un trust specificamente finalizzato ad esigenze protettive del patrimonio (il cosiddetto asset protection trust). In effetti, il trust: come funziona e a cosa serve può determinare se effettivamente la protezione patrimoniale sia ottenibile. In effetti, è probabile infatti che esso venga contestato sotto il profilo che, nel nostro ordinamento, campeggia un principio generale. Questo principio è espresso nell’ articolo 2740 del codice civile, secondo cui il debitore risponde dei propri debiti con l’intero suo patrimonio, presente e futuro. Tuttavia, in effetti, potrebbe replicarsi che il trust è un lecito vincolo di destinazione previsto dalla legge e, come tale, idoneo a preservare i beni vincolati.
Se però un trust sia istituito per finalità che l’ordinamento riconosce di per sé meritevoli di tutela, indubbiamente si possono trarre, in via indiretta, ragioni di protezione patrimoniale dall’ effetto segregativo che deriva dall’ istituzione del trust: come funziona e a cosa serve è proprio ciò che si deve valutare prima di utilizzarlo.
Beninteso, l’istituzione del trust non può però in alcun modo servire a evitare l’azione revocatoria (articolo 2901 del codice civile). Cioè non può evitare l’azione che il creditore può promuovere per far dichiarare inefficaci gli atti di disposizione del patrimonio con i quali il debitore rechi pregiudizio alle sue ragioni. Questo accade quando il debitore abbia compiuto gli atti in questione conoscendo il pregiudizio che con ciò avrebbe arrecato alle ragioni del creditore oppure, trattandosi di atto anteriore al sorgere del credito, se l’atto fosse dolosamente preordinato al fine di pregiudicarne il soddisfacimento.
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