Il 30 aprile 2026 scade il termine di invio della dichiarazione iva 2026 e, con essa, il termine per apporre il visto di conformità. L’apposizione del visto di conformità al modello iva 2026 è necessaria per utilizzo in compensazione orizzontale del credito iva per importi superiori a € 5.000.
Per una prima consulenza gratuita, contattaci, pertanto, compilando il questionario.
Indice
- I soggetti abilitati al rilascio del visto di conformità 2025
- Operazioni interessate al visto di conformità iva
- Scadenza visto conformità iva 2025
- I documenti per il rilascio del visto di conformità con scadenza 2025
- Il compenso del visto di conformità 2025
- Le tempistiche per il rilascio
I soggetti abilitati al rilascio del visto di conformità 2026
Il commercialista è un soggetto abilitato al rilascio del visto di conformità 2026. Il commercialista esperto per essere abilitato al rilascio del visto di conformità 2026 deve aver sottoscritto un’apposita polizza assicurativa e deve essere iscritto nell‘elenco dei soggetti abilitati dalla direzione regionale dell’agenzia delle entrate . Si consiglia di verificare se il commercialista con cui si entra in contatto è un soggetto abilitato dalla direzione regionale dell’agenzia delle entrate . Il nostro studio è iscritto tra i soggetti abilitati al rilascio del visto di conformità 2026 dall’agenzia delle entrate . Il compimento del visto di conformità 2026 è essenziale per la corretta gestione dei crediti fiscali come previsto dalla scadenza visto conformità iva 2026 .
Operazioni interessate al visto di conformità iva
L’apposizione è obbligatoria per una serie di operazioni: ad esempio la compensazione dei crediti relativi a Iva, imposte dirette, Irap e ritenute di importo superiore a 5 mila euro annui; la presentazione delle istanze di rimborsi dei crediti Iva, annuale e trimestrale, di ammontare superiore a 30 mila euro; la presentazione delle dichiarazioni modello 730. Insomma: con il visto leggero il professionista attesta l’esecuzione dei controlli previsti dall’articolo 2 del dm Finanze del 31/05/1999, n. 164.
Operazioni per il rilascio del visto
Il commercialista non deve compiere un controllo formale finalizzato alla rispondenza aritmetica tra fatture e dichiarazione ma deve verificare che il diritto al credito sussiste, adempiendo il dovere di diligenza qualificata di cui all’articolo 1176, secondo comma, Cc; altrimenti concorre nell’evasione accertata e risponde in solido delle sanzioni e nella specie dell’accisa che è l’imposta evasa.
Apponendo il visto leggero i professionisti attestano la corrispondenza dei dati esposti nella dichiarazione alle risultanze dei documenti e alle norme che disciplinano la deducibilità e detraibilità degli oneri, i crediti d’imposta, lo scomputo delle ritenute d’acconto; si tratta di controlli che servono a evitare errori materiali e di calcolo nella determinazione di imponibili, imposte e ritenute e nel riporto di eccedenze derivanti da precedenti dichiarazioni: nel caso del professionista l’attività di controllo implica una regolare tenuta della contabilità, la corrispondenza dei dati esposti in dichiarazione alle risultanze delle scritture contabili e alla relativa documentazione sia per le imposte sui redditi sia ai fini Iva.
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