Rimborso iva 2026
19 Mar, 2026.

Tempo di lettura: 2 minuti.

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Come compilare la domanda di rimborso iva

La domanda di rimborso si presenta inserendo nell’apposito quadro della dichiarazione Iva o del modello trimestrale (TR) le informazioni relative, per esempio, all’importo del credito, al presupposto di richiesta del rimborso, al diritto all’esonero dalla presentazione della garanzia.

Per chiedere un rimborso IVA è necessario avere un credito non inferiore a € 2.582,28; il rimborso richiesto deve essere superiore a € 10,33. Infatti, per chi si sta preparando alla compilazione corretta della richiesta di rimborso iva 2026, questi dati sono fondamentali.

Termini per chiedere il rimborso

La dichiarazione Iva annuale, in cui è possibile chiedere il rimborso annuale, va presentata tra il 1° febbraio e il 30 aprile di ciascun anno.
Le domande trimestrali vanno presentate nei seguenti termini:

  • dal 1° aprile al 30 aprile per il 1° trimestre (periodo gennaio/marzo);
  • dal 1° luglio al 31 luglio per il 2° trimestre (periodo aprile/giugno);
  • dal 1° ottobre al 31 ottobre per il 3° trimestre (periodo luglio/settembre).

Normalmente il rimborso viene erogato entro 3 mesi dalla richiesta. Oltre questo termine, al richiedente vengono riconosciuti interessi pari al 2% annuo. Da notare che i tempi previsti valgono anche per il rimborso iva 2026.

In un anno è possibile presentare tre domande per il credito trimestrale e una domanda per il credito annuale.

L’Agenzia delle Entrate può richiedere un campione di fatture, dopo la presentazione della domanda per rimborso iva 2026.

Il diniego del rimborso iva

È legittimo il diniego del rimborso Iva non richiesto entro due anni dalla presentazione della dichiarazione, qualora in quest’ultima non sia stato indicato correttamente.

Così la Cassazione tributaria con ordinanza 2393/2026.

La fattispecie scaturisce da un rimborso Iva presentato da una società, in relazione al quale l’Ufficio aveva emesso un provvedimento di diniego, motivato dall’intervenuta decadenza del diritto al rimborso in virtù dello spirare del termine biennale ex art. 21, co. 2, dlgs 546/1992.

Si arrivava in Cassazione dove i giudici, respingendo il ricorso della società, hanno preliminarmente osservato che il credito Iva era stato semplicemente indicato nel quadro RX, senza compilare la sezione dedicata all’effettiva richiesta del rimborso Iva (i.e. RX4). Pertanto, anche per il rimborso iva 2026, è importante compilare correttamente tutti i campi relativi.

Tale modus operandi, manifestava, pertanto, la volontà della società di riportare il credito in compensazione piuttosto che rappresentare una richiesta di rimborso dello stesso.

Di conseguenza, in tal caso, ad avviso dei giudici, non può trovare applicazione il termine ordinario decennale di prescrizione, bensì quello decadenziale biennale previsto appunto dall’articolo 21 del dlgs 546/1992.

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