Il soggetto passivo non può esercitare il diritto alla detrazione dell’imposta assolta a monte nella dichiarazione presentata per il periodo in cui soddisfaceva le condizioni sostanziali per beneficiare di tale diritto. Questo accade se nel corso di detto periodo tale soggetto passivo non ha ricevuto la fattura corrispondente. Inoltre, ciò vale anche qualora l’abbia ricevuta prima della presentazione della dichiarazione iva.
Ma per detrarre iva occorre la fattura? la risposta a questo quesito verrò fornita nel corso del presente articolo.
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Indice
Per detrarre iva occorre la fattura? Detrazione iva retroattiva
L’imposta sugli acquisti può essere detratta con riferimento al periodo d’imposta nel quale è divenuta esigibile. Tuttavia, questo vale qualora all’atto della liquidazione periodica o della dichiarazione annuale relativa a tale periodo il contribuente sia in possesso della fattura. Questo vale anche se la fattura viene ricevuta nel periodo d’imposta successivo. In definitiva, quando si parla di detrazione dell’iva, occorre la fattura?
Esemplificando, se l’operazione di acquisto è stata effettuata (e la relativa imposta è divenuta esigibile) nel mese di dicembre, mentre la fattura è stata ricevuta nel successivo mese di gennaio, la detrazione può essere operata nella liquidazione periodica relativa al mese di dicembre. In tal caso, la liquidazione dovrà essere eseguita entro il 16 gennaio. Questo purché in tale momento il contribuente disponga e abbia registrato la fattura.
Da qui sorge la domanda: occorre la fattura per detrarre iva?
Per detrarre iva occorre la fattura? la retroattività ha dei limiti
Analogamente, se la fattura dell’acquisto di dicembre dell’anno “n” arriva dopo il termine per la relativa liquidazione periodica di tale mese, ma entro il termine per la presentazione della dichiarazione annuale relativa all’anno “n”, ossia entro il 30 aprile dell’anno “n+1”, la detrazione potrà essere esercitata nella predetta dichiarazione annuale dichiarazione annuale.
Dunque, la fattura diventa centrale per detrarre iva?
Il diritto alla detrazione
Il diritto alla detrazione si esercitato con riferimento all’anno nel corso del quale si sono realizzati sia il presupposto sostanziale dell’esigibilità dell’Iva sia quello formale del possesso della fattura. Diversamente, non sarebbe infatti in linea con il nuovo principio. In sintesi, occorre la fattura per detrarre iva?
il termine ultimo entro il quale si esercitata la detrazione si ricollega non alla dichiarazione annuale relativa all’anno in cui il diritto è sorto. Bensì, si ricollega a quella relativa all’anno di ricevimento della fattura.
In questo nuovo quadro, in sostanza, il contribuente potrebbe scegliere, alle condizioni di cui sopra, se esercitare il diritto alla detrazione con riferimento al periodo d’imposta nel quale il diritto è sorto. Oppure, potrà optare per il periodo d’imposta nel quale ha ricevuto la fattura. Naturalmente, il diritto va comunque esercitato con riferimento alle condizioni esistenti nel periodo d’imposta nel quale è sorto.
Dunque, la fattura diventa centrale per detrarre iva?
La presentazione di una dichiarazione integrativa di favore
In quella occasione, la Corte ha statuito che ai fini della detrazione dell’Iva sugli acquisti, la disposizione dell’art. 18, n. 2, della Sesta direttiva del 1977, ora trasfusa nell’art. 179, primo comma, della direttiva 2006/112, secondo cui il soggetto passivo opera globalmente la detrazione sottraendo dall’importo totale dell’Iva dovuta per un dato periodo fiscale l’ammontare dell’imposta per la quale il diritto a detrazione è sorto, nello stesso periodo, ed è esercitato secondo quanto previsto all’art. 178 (ossia previo possesso della fattura), deve essere interpretata nel senso che il diritto alla detrazione deve essere esercitato con riguardo al periodo di imposta nel corso del quale ricorrono i due requisiti previsti dalla norma.
Ossia, “che la cessione dei beni o la prestazione dei servizi abbia avuto luogo e che il soggetto d’imposta sia in possesso della fattura o del documento che sia considerata equivalente secondo i criteri fissati dallo Stato membro interessato.
Questa chiara pronuncia è fatta propria dall’Agenzia delle entrate con la circolare n. 1/2018, emanata a seguito delle modifiche apportate in tema di esercizio del diritto alla detrazione dal dl n. 50/2017.
Dunque, la fattura diventa centrale per detrarre iva?
La circolare dell’agenzia delle entrate
La circolare ha infatti affermato che “il dies a quo da cui decorre il termine per l’esercizio della detrazione deve essere individuato nel momento in cui in capo al cessionario/committente si verifica la duplice condizione i) (sostanziale) dell’avvenuta esigibilità dell’imposta e ii) (formale) del possesso di una valida fattura… Per detrare l’iva occorre la fattura?
È da tale momento che il soggetto passivo cessionario/committente può operare, previa registrazione della fattura secondo le modalità previste dall’art. 25, primo comma, del dpr n. 633 del 1972, la detrazione dell’imposta assolta con riferimento agli acquisti di beni e servizi, ovvero alle importazioni di beni.
Il contribuente può detrarre anche l’Iva relativa ai documenti d’acquisto pervenuti entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, fatta eccezione per i documenti d’acquisto relativi ad operazioni effettuate nell’anno precedente. In questo modo, si è in tal modo consentita la retro-imputazione della detrazione nell’ambito delle liquidazioni periodiche, purché nell’ambito del medesimo anno d’imposta,
Rimanendo quindi in ogni caso preclusa la possibilità di detrarre con riferimento al mese di dicembre dell’anno “n” l’imposta risultante dalle fatture ricevute nell’anno “n+1”. Possiamo dire che, per detrarre iva, occorre assolutamente la fattura?
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