L’elemento della cosiddetta “antieconomicità” rilevato dall’ufficio quale indice per la rideterminazione del reddito deve essere valutato in chiave qualitativa. In tema di accertamento tributario studi legali è importante considerare le peculiarità di ciascuna realtà professionale. Bisogna tenere conto delle dinamiche dell’attività svolta e della particolare situazione in cui essa si trovi. Pertanto, l’ufficio non può ricondurla ad un mero giudizio quantitativo legato a sole utilità o vantaggi.
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Indice
Accertamento tributario studi legali
L’Agenzia delle entrate ha inviato un avviso di accertamento ad uno studio legale per incongruenze dei costi del personale rispetto alle fatturazioni. Nello specifico, l’ufficio recuperava gli importi accertati sostanzialmente fondando l’accertamento sulla dedotta antieconomicità della conduzione dell’attività. Tuttavia, sorvolava sui vari aspetti che, sin dal contraddittorio, la contribuente e lo studio associato avevano pur ben delineato e corredato di documentazione.
In particolare, l’ufficio, insisteva nel ritenere, a fronte della bassa redditività, del tutto antieconomica la condotta dello studio sulla scorta di spese per personale dipendente non congrue rispetto al volume d’affari. Di conseguenza, procedeva quindi all’accertamento analitico induttivo.
Accertamento tributario studi legali: la sentenza della Cgt di I grado di Latina
In merito alla antieconomicità è appurato anche dalla Cassazione (cfr. Cass. n. 450/2018) che essa deve essere apprezzata attraverso un giudizio qualitativo, scevro da riferimenti di utilità o di vantaggio, afferenti a un giudizio quantitativo.
La Cgt di I grado di Latina giustifica razionalmente la gestione dell’attività economica secondo i metodi adottati in modo da sconfessare l’impianto presuntivo dell’ufficio .
Le valutazioni qualitative sull’antieconomicità
Sul profilo della presunta antieconomicità dell’attività la Cgt ha ricordato che, ai sensi della giurisprudenza di legittimità , essa deve essere apprezzata attraverso un giudizio qualitativo, scevro da riferimenti di utilità o di vantaggio, afferenti a un giudizio quantitativo. Il contribuente è libero di organizzare e svolgere la propria attività in maniera antieconomica. Tuttavia, se ne derivi una attenuazione dell’obbligo di contribuire alla spesa pubblica egli è tenuto a dare conto alla collettività di tale anomala scelta.
Nel caso esaminato il contribuente aveva dimostrato che il suo comportamento non era volto alla elusione di obblighi tributari, ma a mantenere in efficienza l’attività del suo ufficio pur tramite l’aiuto di sole due unità di collaboratori. Pertanto, aveva documentato circostanze che costituivano ragioni della conduzione dello studio secondo le linee che l’ufficio aveva genericamente considerato antieconomiche.
Lo studio deve dare giustificazioni
In questa prospettiva, i comportamenti che si pongono in contrasto con le regole del buon senso uniti alla mancanza di una giustificazione razionale assurgono al ruolo di elementi indiziari gravi precisi e concordanti che legittimano il recupero a tassazione dei relativi costi.
Ora, il contribuente ha giustificato razionalmente il suo comportamento che non è volto alla elusione del suo obbligo di contribuire alla spesa pubblica, bensì destinato a mantenere in efficienza l’attività del suo ufficio tramite l’aiuto di sole due unità di collaboratori.
Inoltre, ha documentato in atti come anche altre circostanze costituissero ragioni della conduzione dello studio secondo le linee che l’ufficio ha indebitamente considerato antieconomiche.
Tra queste vi sono la convenienza assicurativa delle intestazioni della autovetture, i ritardi nei pagamenti delle pubbliche amministrazioni o il fatto che uno dei soci potesse anche contare del considerevole importo di due pensioni di cui era titolare. Queste pensioni gli avevano permesso di poter fronteggiare l’andamento negativo dell’attività professionale e i periodi di mancati incassi.
Tali motivazioni, unitamente alla avanzata età del contribuente, appaiono idonee a giustificare razionalmente la gestione dell’attività antieconomica. Inoltre, smentiscono l’impianto presuntivo dell’ufficio.
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