Se hai bisogno di informazioni sulla Tasi non dovuta per immobili in ristrutturazione, contattaci, pertanto, compilando il questionario. La questione della Tasi non dovuta per immobili in ristrutturazione interessa molti proprietari di case in Italia.
La ristrutturazione dell’immobile
La sottoposizione di un immobile a lavori di ristrutturazione tali da impedirne l’utilizzo fa venir meno il presupposto impositivo della Tasi. In tali ipotesi il tributo non può essere richiesto limitatamente al periodo in cui il bene risulti oggettivamente inutilizzabile. Tuttavia, ciò vale purché il contribuente dimostri con idonea documentazione la reale consistenza degli interventi edilizi e l’impossibilità di un ordinario godimento del cespite. In questa situazione la Tasi non dovuta per immobili in ristrutturazione diventa una tematica centrale.
La sentenza della Cgt di Roma
Sono i canoni espressi dalla Cgt di I grado di Roma nella sentenza n. 10681/2026, depositata lo scorso 6 luglio.
Il ricorso
Una società aveva impugnato un avviso di accertamento Tasi lamentando la violazione dell’articolo 6, comma 5, dello Statuto del contribuente, sostenendo che il Comune avesse omesso l’attivazione del contraddittorio preventivo. Dall’altro contestava nel merito la debenza del tributo, evidenziando come l’immobile fosse interessato, per tutto il periodo oggetto di accertamento, da lavori di ristrutturazione tali da renderlo inutilizzabile.
La Corte accoglieva il ricorso
La Corte ha individuato proprio nella seconda censura la questione decisiva del giudizio, comportante l’accoglimento del ricorso. Pur prendendo atto della doglianza relativa al contraddittorio preventivo, il giudice ha ritenuto infatti di poter definire la controversia sulla base del motivo sostanziale concernente l’insussistenza del presupposto impositivo.
Dall’esame della documentazione prodotta emergeva infatti che, nel corso del 2019, l’immobile era effettivamente interessato da interventi di ristrutturazione di tale rilevanza da comprometterne l’utilizzo. La Tasi non dovuta per immobili in ristrutturazione rappresenta un tema ricorrente in molte controversie fiscali.
Il collegio ha sottolineato come, in presenza di lavori edilizi che rendano il bene oggettivamente inutilizzabile e non suscettibile di ordinario godimento, venga meno il presupposto stesso della Tasi. Infatti questo presupposto è strettamente collegato alla concreta disponibilità e utilizzabilità dell’immobile. Di conseguenza, quando si tratta di Tasi non dovuta per immobili in ristrutturazione è fondamentale fornire tutta la documentazione necessaria.
La sentenza ha evidenziato che la società non si era limitata ad affermare l’esistenza dei lavori, ma aveva fornito adeguata documentazione idonea a dimostrare sia l’effettiva esecuzione degli interventi sia la conseguente indisponibilità del cespite durante il periodo oggetto dell’accertamento. È stato proprio tale riscontro probatorio a consentire al giudice di ritenere insussistente il presupposto impositivo e, conseguentemente, illegittima la pretesa avanzata dall’ente locale. Per queste ragioni l’avviso di accertamento è stato annullato limitatamente al periodo in cui l’immobile è risultato inutilizzabile, con compensazione delle spese di lite.
Contattaci, pertanto, compilando il questionario.
















