In questo articolo trovi le novità della dichiarazione Iva 2026 spiegate in modo chiaro e semplice. Le novità della dichiarazione Iva 2026 spiegate offrono un importante aggiornamento per tutti i contribuenti interessati.
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Indice
Le novità delle dichiarazioni iva 2026
Le principali novità sono le seguenti:
- stop alle limitazioni sui crediti d’imposta delle società di comodo;
- soppressa l’attestazione di operatività ai fini del rimborso;
- nuovi righi per l’indicazione delle prestazioni rese a imprese dei settori della logistica e del traporto di merci;
- rimborso per l’acquisizione di beni ammortizzabili esteso alle spese d’investimento su beni di terzi.
Il primo febbraio 2026 puoi inviare la dichiarazione
In caso di credito iva il 2025 con un’eccedenza d’imposta detraibile, dato che l’adempimento dichiarativo è indispensabile per poter chiedere il rimborso del credito. Oppure per poterlo utilizzare in compensazione orizzontale oltre la soglia libera di 5.000 euro.
Il modello iva base 2026
il Modello Iva BASE/2026, composto dal frontespizio e dai quadri VA, VE, VF, VJ, VH, VL, VP, VX e VT. Questo modello rappresenta una versione semplificata, contenente solo i quadri principali. Può essere utilizzato soltanto dai contribuenti che nel corso del 2025 hanno determinato l’imposta secondo le regole generali.
È essenziale quindi conoscere le novità della dichiarazione Iva 2026 spiegate per un corretto adempimento.
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Le novità sulle società di comodo
La riformulazione del contenuto del rigo VA15 (e dell’omologo campo 4 della sezione 1 del quadro VS del prospetto 26/PR), nel quale non occorre più specificare i codici corrispondenti alla situazione delle società cosiddette di comodo riguardo alle limitazioni sul credito Iva. Quest’anno, dette società (ovvero le loro controllanti nella liquidazione di gruppo) devono semplicemente barrare la casella posta nel predetto rigo (ovvero nel predetto campo 4), al fine di segnalare lo status di non operatività. Questo status peraltro potrebbe palesarsi soltanto in sede di dichiarazione dei redditi. Le limitazioni cui si è fatto cenno, infatti, sono state caducate a seguito di una pronuncia della Corte di giustizia Ue. Come meglio precisato in appresso. Pertanto, risultano importanti le novità della dichiarazione Iva 2026 spiegate per queste società.
Le novità sulle società non operative
Sono stati soppressi: – nel rigo VX4, concernente la richiesta di rimborso del credito risultante dalla dichiarazione, il paragrafo relativo all’attestazione dello status di operatività. Le società e gli enti potevano sottoscrivere il paragrafo al fine di accelerare l’iter del rimborso. Inoltre, è stato soppresso il rigo VW21 del prospetto delle società controllanti, che accoglieva l’importo complessivo delle eccedenze a credito trasferite al gruppo dalle società che erano poi risultate non operative. Questo serviva ai fini del computo a debito di tali eccedenze nella liquidazione annuale del gruppo.
Le novità sulle società di trasporto merci
Sono stati aggiunti i righi/campi necessari per indicare l’importo delle prestazioni rese a imprese del trasporto merci e della logistica. In relazione a tali prestazioni, il prestatore e il committente hanno concordato che il pagamento dell’imposta sia effettuato da quest’ultimo. Pertanto, esercitano congiuntamente la relativa opzione, ai sensi delle disposizioni dell’art. 1, comma 59, della legge n. 207/2024.
Le novità sul rimborso iva
Da ultimo, occorre segnalare l’aggiornamento delle istruzioni in merito ai presupposti per l’accesso al rimborso del credito risultante dalla dichiarazione annuale. Gli aventi diritto possono chiedere il rimborso compilando il rigo VX4.
Al riguardo, nelle istruzioni di compilazione di tale rigo, in relazione al presupposto del rimborso concernente l’acquisizione di beni ammortizzabili, viene ora precisato che, come affermato nella risoluzione n. 20 del 26 marzo 2025 a modifica del precedente orientamento, può essere chiesa a rimborso anche l’Iva detraibile relativa alle spese di migliorie su beni strumentali per l’attività appartenenti a terzi. Tali beni sono detenuti in base a un titolo di lunga durata (es. fabbricati condotti in locazione). Queste spese, ai fini Iva, possono essere equiparate agli acquisti di beni ammortizzabili. Tuttavia, non si considerano tali agli effetti delle imposte sui redditi.
Le novità della dichiarazione Iva 2026 spiegate sono quindi fondamentali per evitare errori e sanzioni nella presentazione dei dati. Per quanto riguarda il presupposto di rimborso basato sull’effettuazione di acquisti ad aliquota mediamente superiore a quella applicata sulle operazioni imponibili, invece, le istruzioni confermano che nel calcolo dell’aliquota media, tra gli acquisti, deve tenersi conto anche delle spese generali. Dubbi al riguardo derivavano dal fatto che si esprime in senso contrario la disposizione della lettera hh) dell’art. 3, comma 5, del dl n. 250/1995. Tale disposizione figura tra le norme interpretative richiamate nell’art. 169 della bozza di testo unico Iva del luglio 2025.
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